Stasera ho fatto un salto dall’amica Margherita, la quale lavora all’inferno, aka al 12.40. Quello che telefoni e ti da tutti i numeri che vuoi. Era molto nervosa, e si è rallegrata alla visione della mia venuta, con tanto di panierino della merenda serale in dono, contenente galatine, del te pregiato ovviamente freddo precedentemente preparato con le mie abilità tearie (?) (trattasi di Ch’i-Men Mao Feng, un tè nero cinese, una delle qualità piu buone e pregiate del mondo, portatomi in dono dalla zia fricchettona con i soldi, questo tè veniva offerto all’imperatore, a sentir la storia, e questo infuso di colore ambrato intenso, tendente al rosso, dal nome che vuol dire ” capello sottile del Ch’i-Men “), dei biscotti alla cannella, e un pacchetto di Rothmans.
Tutta contenta mi ha umilmente chiesto di prenderle il posto il tempo di fumare una sigaretta, che tanto nessuno avrebbe replicato, vista l ora era pressochè sola, apparte qualche suo collega scazzato. “tanto non chiamerà nessuno, e se ti chiamano, metti il nome sul computer e te lo da lui, o passi la chiamata a qualcun’altro” olè. Avevo gia un presentimento sottile che si insinuava nei meandri della mia amigdala. Già quando l’amico ferramenta anni fa mi disse di sostituirlo “il tempo di bere un caffè al bar, che tanto a quest’ora non viene mai nessuno” che arrivò un signore che voleva 24 copie di una chiave. Evidentemente avevano rifatto la serratura di un portone condominiale, e io sprofondai nel panico ma me lo seppi gestire abilmente facendo finta di forgiare chiavi e acquistando tempo. Ma questa è un’altra storia.
Dicevo.
Margherita esce, mi metto lì,tamburello le dita sulla scrivania, guardo i suoi colleghi, ed ecco che arriva, puntuale, una chiamata.
SIGNORE: Uè signorina, mi dà il numero di Carola pagsnzsiodskf?
IO: Come scusi? Può gentilemente ripetere il cognome della persona che cerca?
SIGNORE: Sì: sguihshuidyg
IO: Mi faccia cortesemente lo spelling.
SIGNORE: Certo, allora: PAPA OCCHIO PAPA ALFA ILIO ZULU.
(mumble mumble mumble)
Il cervello ha strani meccanismi. Vedi quello per cui nel famoso giochino unisci puntini, anche quando non sono uniti ci vediamo già le peggio cose. O quello per cui associamo determinati oggetti o frammenti a certe forme prestabilite. Oppure quello per cui se uno ti dice padova otranto padova ancona imola zara capisci, ma se uno ti dice papa occhio papa alfa ilio zulo, ti ci vuole un decodificatore dell’arabo stretto per far scattare l’associazione di queste assurde parole con le loro conseguenti iniziali.
Papa occhio papa ha vinto tutto.
Che poi POPAIZ che cazzo di cognome è.
(Mi sono divertita tanto)
Voglio lavorare al 12 40!
5 years ago
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